Verbale di Regia 11 -Non è un cliente, è un test.

Finché qualcuno non condivide informazioni, non rispetta il tempo, non accetta regole minime e non si prende un impegno, non è un cliente.

Come proteggere tempo ed energia.

 Finché qualcuno non condivide informazioni, non rispetta il tempo, non accetta regole minime e non si prende un impegno, non è un cliente, ma è un contatto in osservazione. E va benissimo trattarlo come tale.

Bisogna saper distinguere, con lucidità, chi sta davvero costruendo qualcosa con noi e chi sta solo passando a “chiedere un’idea”, un preventivo, un pezzo del nostro tempo. 

Non è questione di classificare le persone in buone o cattive, ma decidere quanta energia mettere, con quale livello di profondità, su basi di lavoro che non esistono ancora.

Un cliente condivide informazioni perché sa che senza obiettivi, contesto e vincoli non esiste progetto, solo fantasia. Rispettare il tempo significa capire che ogni call, ogni bozza, ogni simulazione ha un costo, anche quando non è ancora a budget,  ed è un investimento che facciamo noi per primi, ma che ha senso solo se dall’altra parte c’è la stessa serietà.

Le regole minime, un brief scritto, un riferimento economico, un numero di giri, una data per decidere, non sono burocrazia, ma la struttura che protegge tutti, anche chi compra. Quando qualcuno le rifiuta, o cerca di negoziarle all’infinito prima ancora di iniziare, ci sta già dicendo come sarà il resto del percorso.

Finché non c’è un impegno, non c’è un cliente.

C’è un contatto, una possibilità, un esperimento. Possiamo ascoltarlo, fare un primo tratto di strada insieme, ma senza illuderci né sovrainvestire. Trattarlo come tale significa proteggere il tempo, la qualità e le energie che vogliamo dedicare a chi, invece, decide davvero di salire a bordo.